CARA DE FRANCISCI………..

Da qualificate fonti interne abbiamo appreso che è stato trovato un accordo tra TIM e la società Savills, in rappresentanza del fondo immobiliare Teodora, sul rilascio anticipato dell’immobile di Via Pietro De Francisci a Roma.

Già lo scorso Febbraio avevamo scritto che il rilascio anticipato dell’immobile non sarebbe stato indolore per TIM ed oggi c’è la conferma che la società dovrà versare nelle casse del fondo immobiliare 10.776.403€.

L’accordo eviterà uno strascico legale che verosimilmente avrebbe comportato maggiori costi per TIM; da un certo punto di vista, sempre più in voga nel top management, la manovra rappresenta un risparmio, il famoso saving. Peccato che la valutazione non tiene conto degli strascichi negativi sui dipendenti coinvolti nella bolgia dei trasferimenti e, soprattutto, non considera le diseconomie dovute alla ristrutturazione delle nuove sedi. La sede di De Francisci ha una superficie di 50.000mq lordi; considerando i costi di trasloco del personale (poco meno di mille persone) ed i costi di ristrutturazione delle nuove sedi, stimabili in una media 3-400€/mq, anche in presenza di ottimizzazione degli spazi, non si sono verosimilmente create le condizioni per abbattere il montante dei costi. Soprattutto quelli di ristrutturazione che sono evidentemente lievitati oltre il budget inizialmente previsto, se è vero che in molte sedi i lavori sono fermi (Largo Bacigalupo e Via Nathan per citarne due) e, in alcuni casi, le imprese oltre ad aver sospeso i lavori smontano anche i ponteggi (Via Nathan) senza averli conclusi.

Insomma, il rilascio anticipato della sede di De Francisci rappresenta una convenienza nel puro stile Telecom degli ultimi 20 anni, detto alla romana: “I risparmi de Maria Carzetta”, cambiano i manager e non cambia il risultato, a loro i premi ai lavoratori i danni.

SEGRETERIA SNATER LAZIO