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Resoconto videoincontro RSU Lazio del 07 Maggio 2020

L’azienda ha aperto l’incontro comunicando che il prof. Burioni ha validato il protocollo predisposto da TIM per il rientro COVID FASE 2, con l’intento di evidenziare la validità scientiifca alle azioni messe a punto.

 

 La delegazione SNATER ha chiesto se TIM ha rappresentato al prof. Burioni la possibilità che I lavoratori possono normalmente lavorare da casa, come fatto negli ultimi 2 mesi, e se quindi è opportuno o meno procedere al rientro in sede. La domanda non ha avuto risposta.

L’azienda ha sottolineato che Maggio è l’inizio di una fase di normalizzazione del sistema finalizzata al rientro in sede entro il 2020 di tutti I lavoratori. In particolare la Lazio è toccato l’onere di sperimentare (ripetiamo: “sperimentare”) il buon funzionamento delle linee guida sulla base delle quali si procederà al progressivo popolamento delle sedi

SNATER ha stigmatizzato gli interventi aziendali che evidenziano, nel piano di rientro, l’assenza di qualsiasi presupposto legato alle esigenze produttive. Spiace constatare che nuovamente l’azienda guarda con occhio miope all’organizzazione del lavoro, uno strabismo gestionale che da un lato magnifica  l’adozione del lavoro agile (protocollo ‘intesa del 28/4/2020 “...ha consentito di svolgere le attività necessarie a garantire la continuità delle comunicazioni in sicurezza attraverso l’adozione di appositi Protocolli di prevenzione e protezione, modulati tenendo conto della specificità lavorativa, e la rigorosa adozione del Lavoro Agile presso il proprio domicilio fino a 5 giorni consecutivi a settimana per circa 35.000 lavoratori del Gruppo, che hanno continuato a svolgere, in totale sicurezza, la propria prestazione da casa”) dall’altro avvia precipitosamente un’inutile sperimentazione tesa da una normalizzazione legata alla presenza totale dei dipendenti nelle sedi aziendali.

Escluse le esigenze produttive, la manovra riteniamo si leghi esclusivamente all’immagine (pessima dal nostro punto di vista) che TIM deve dare per supportare il nuovo corso di Confindustria al cui vertice partecipa anche il nostro AD in qualità di vicepresidente.

SNATER constata con piacere  che le organizzazioni territoriali CGIL, CISL, UIL e UGL evidenziano che il protocollo di intesa firmato a livello nazionale dalle stesse organizzazioni non può essere considerato immutabile per le singole realtà TIM.
Durante la riunione nei vari interventi è stato posto l’accento su alcuni aspetti critici legati al rientro nelle sedi (rischi nell’accesso ai mezzi di trasporto, promiscuità inutile, accesso ai bagni, fruizione navette, consumo dei pasti sul posto di lavoro senza la mascherina, ecc.) Come primo elemento di alleggerimento delle difficoltà che si troveranno di fronte i lavoratori, l’azienda ha proposto un accordo per l’ampliamento della fascia oraria di accesso. La proposta è stata lasciata cadere dalla delegazione sindacale nell’attesa di un successivo incontro nel quale chiarire meglio tutti I dettagli tecnico-operativi del rientro.

Alcuni elementi di dettaglio trattati:

  • Il primo giorno all’entrata ogni lavoratore riceverà un pacchetto contenente 10 o 20 mascherine; nei giorni successivi sarà definita la quantità e frequenza di approvvigionamento
  • Nella settimana di presenza in sede si potrà fruire del giorno di lavoro agile
  • L'azienda ha dichiarato che “al momento è remota la possibilità che se qualcuno manifesta un’evidente disagio non gli venga riconosciuta la facilità del lavoro agile
  • Per ogni sede sarà disponibile un regolamento riferito alla sede circa regole di comportamento e uso dei servizi, impianti e mezzi (I documenti sono in corso di perfezionamento)
  • Ogni sede sarà oggetto di sopralluogo da parte degli RLS ed I risultati saranno oggetto di discussione sul tavolo RSU Lazio

La delegazione SNATER ritiene inutile, illogica e poco prudenziale la decisione presa da TIM. In tale contesto fornirà tutto il contributo necessario per migliorare le condizioni dei lavoratori anche in contesti per I quali non si condividono le finalità ma non offrirà alcun sostegno formale alle azioni che l’azienda DEVE porre in atto per consentire ai lavoratori il rientro in piena sicurezza, sia nel luogo di lavoro sia nei tragitti “in itinere”.

Il 12 maggio previsto incontro di aggiornamento.

 

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Segreteria SNATER regione Lazio