L’accordo del 7 giugno scorso sulle isopensioni ha escluso tutti i lavoratori prossimi alla pensioni di anzianità (42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne).

Soltanto il personale prossimo ai 67 anni è compatibile con l’accordo di isopensione e di questi verranno scelti soltanto 1200 lavoratori.

Perché sono state escluse le Pensioni di anzianità? perché sono più costose di quelle di vecchiaia.

Un accordo questo, del tutto legittimo, ma che viola i diritti dei lavoratori preferendo i vantaggi di un calcolo economico.

Lavoratori di 58/60 anni con 40 anni di lavoro alle spalle si trovano ingiustamente esclusi dall’accedere all’isopensione senza sapere perché e quando sarà il loro turno. Se ci sarà il loro turno.

Anche la stragrande maggioranza di lavoratori prossimi alla pensione di vecchiaia (67 anni) si vedranno esclusi perché non rientrano nel contingente di 1200 unità.

Ma le discriminazioni continuano differenziando lavoratori con diritti limitati, ad esempio ai TOF e ai Progettisti di Rete si concedono 5 anni di isopensione a tutti gli altri 6 anni.

L’unica discriminazione che lo SNATER poteva sostenere è per i lavoratori con gravi patologie ed handicap, per i quali abbiamo chiesto all’azienda e agli altri sindacati, una gestione specifica. La risposta è stata negativa da entrambe le parti.

Insomma un accordo al ribasso che serve più a discriminare i lavoratori tra di loro che ad applicare l’art 4 legge 92/2012.

E tutti gli esuberi ogni volta denunciati dall’azienda?
Che cosa ne sarà di loro?

Ancora una volta SLC, CISL, UIL e UGL preparano la “macelleria sociale” dei lavoratori che avverrà congiuntamente allo spezzatino della TIM e parallelamente alla riforma delle pensioni (al ribasso) che si prevede avverrà nel 2023.

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