SNATER Lazio

La certificazione Anti-covid-19, detta GREEN PASS e la sua articolazione nello svolgere le più semplici attività legate alla vita quotidiana, ha lo scopo, a detta del governo, di spingere e costringere il rimanente 30% della popolazione verso la vaccinazione.

La legge, valida a partire dal 15 ottobre e fino al 31 dicembre 2021, limita la libertà individuale a vantaggio di una precaria sicurezza comune. Infatti il rischio di contagio rimane e si dovrà prestare molta attenzione nel seguire i comportamenti idonei come mantenere le distanze e indossare le mascherine.

La politica ha di fatto evitato di decidere sull’obbligatorietà del vaccino e ha preferito creare conflitti  nei cittadini e nei lavoratori tra chi sceglie di vaccinarsi e chi non. Quando ognuna di questa scelta è legittima e legale grazie proprio alle decisioni governative. Avremmo preferito una chiara posizione del governo sulla obbligatorietà dei vaccini.

Benché non esprimiamo pregiudizi a favore o non alla vaccinazione, riteniamo che chi sceglie di non vaccinarsi lo faccia in piena legittimità costituzionale, mantenendo i diritti di tutti gli altri cittadini compreso il diritto al lavoro ma deve partecipare, come tutti gli altri lavoratori, alla sicurezza dei luoghi di lavoro.

COME FUNZIONERÀ DA NOI

Dal 15 ottobre, l’obbligo di mostrare il GREEN PASS è soltanto per i lavoratori che entrano nelle sedi. Chi è in smartworking è esentato dal presentare la certificazione per svolgere il suo lavoro da casa.

All’entrata di ogni sede ci sarà una persona qualificata per acquisire il Q-CODE del GREEN PASS. Questa persona è autorizzata a chiedere il tesserino aziendale per verificare l’identità (ma può anche non chiederlo). Inoltre, chi entra nelle sedi di TIM dovrà misurare la temperatura e ritirare la mascherina nelle reception.

Ci saranno controlli del GREEN PASS anche all’interno del luogo di lavoro durante tutta la giornata lavorativa.
Chi è senza certificazione verde sarà allontanato dalla sede con privazione del salario giornaliero fino alla presentazione di un valido GREEN PASS. Inoltre sarà anche denunciato alla Prefettura per le sanzioni amministrative previste dalla legge (da 600 a 1500 Euro)

L’azienda non può costruire nessun data-base sul personale distinguendo i vaccinati dai non.

Lo SNATER LAZIO vuole garantire a tutti i lavoratori la  SOLIDARIETÀ per le scelte individuali (vaccinati e non) e l’UNITÀ dei lavoratori per le scelte collettive (la sicurezza dei luoghi di lavoro)

  • GRATUITÀ DEI TEST MOLECOLARI –

Lo SNATER LAZIO  chiede all’azienda di farsi carico dei costi dei test molecolari per il personale non vaccinato.

Dal 1 ottobre l’ASSILT “…rimborsa i tamponi nella misura del 65% della spesa sostenuta fino a concorrenza del plafond massimo concedibile per gli esami di laboratorio, innalzato a 500 euro fino al 31 dicembre 2021”.

  • SICUREZZA SUL LAVORO –

Lo SNATER LAZIO ricorda che il GREEN PASS non rende i luoghi di lavoro privi di rischi da contagio COVID-19.

I luoghi di lavoro rimangono a rischio di contagio e pertanto è necessario prestare la massima attenzione ai comportamenti personali che  ne possono aumentare il rischio.

  • LO SMARTWORKING E LA PROFILASSI SANITARIA –

Lo SNATER LAZIO ritiene che la migliore profilassi sanitaria sia stata, insieme ai vaccini, l’applicazione dello smartworking a tutti i lavoratori e chiediamo all’azienda di estendere l’uso del nuovo modello organizzativo a tutto il prossimo anno o in alternativa articolare lo smartworking in 4 classi, aggiungendo ai 3+2 e ai 1+4 i 5 giorni in sw e i 5 gg in sede.

I 5 gg in Smartworking per il personale con handicap e care giver.

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