SNATER Lazio

La TIM decise di affrontare la sfida della comunicazione mobile nel segmento di mercato più aggressivo, quello del consumer a basso ARPU, acquisendo prima NOVERCA e poi costituendo l’azienda KENA.
Il target di mercato era la fascia dei ragazzi a bassa capacità di spesa ma che potevano essere allettati da servizi non solo voce ma anche ICT a basso costo, e creare cosi un traino verso i propri servizi una volta cresciuti i ragazzi.
A oggi, ILIAD ha raggiunto i 5 ML di clienti; KENA 1,8 ML; POSTE MOBILI poco più di 1 ML. L’ARPU per ILIAD è circa 10 euro/mese quello di KENA circa 7 euro/mese; POSTE MOBILI poco più di noi.
Nulla è andato come previsto; il personale KENA è rientrato in TIM; KENA è diventato un Brand gestito dalla comunicazione; la struttura di Marketing EX-KENA è passata sotto le vendite di TIM; gli investimenti in KENA sono prossimi allo zero.
Tutta la criticità gestionale è scaricata sui lavoratori a cui si chiede di lavorare fuori orario anche nei giorni festivi. Ferie comprese. Senza straordinari.
Una situazione insostenibile perché la sfida con gli altri operatori presenti sul mercato sarà vinta soltanto dal portafoglio delle offerte voci e dei servizi ICT e non dalla semplice politica del PRICING, e sopratutto non verrà dalla compressione dei costi del Lavoro.
Non sono presenti nel portfolio Kena offerte voce con offerte sui Devices, non sono presenti offerte di Storage (CLOUD) per i giovani dove possono caricare le loro foto, non sono presenti le offerte di servizi di mail-box, servizi di certificazione come la pec.
Ormai la clientela di KENA è composta da clienti anziani con nessuna formazione digitale e che provengono la maggior parte da TIM.
Alla fine possiamo dire che gran parte dei clienti di KENA proviene dal portfolio clienti di TIM. In particolare TIM ha indirizzando verso l’offerta Kena i clienti più anziani e meno digitalizzati. Ha cosi aumentato l’ARPU dei clienti rimasti ma ridotto i RICAVI TOTALI.
ILIAD non ha avuto nessuna difficoltà ad affermarsi nel mercato italiano.
Uno scenario desolante in quanto il successo dell’offerta di KENA doveva passare dalla differenziazione applicativa e funzionale dell’offerta di TIM. Non essendoci stata questa differenziazione la “cannibalizzazione” della propria base clienti è stata una conseguenza.
Non solo ha portato ad una crisi di Kena ma anche ai scarsi risultati economici del segmento consumer che TIM presenta da anni.
La crisi di Kena è una crisi di organizzazione interna di TIM, i manager hanno fallito nuovamente mettendo in crisi i colleghi con richieste di lavorazioni fantasiose e per nulla adatte per riportare dei vantaggi commerciali per Kena.
Anche i sindacati, Slc, uil, cisl, hanno la loro responsabilità nel tenere basso il costo del lavoro e riducendo cosi le possibilità di investimento nell’innovazione che è l’unica leva per il successo commerciale nei settore delle TLC. Le scelte scellerate del contenimento salariali è alla base dello sfruttamento dei lavoratori e della rinuncia agli investimenti.

Lo SNATER LAZIO con questo comunicato vuole aprire una finestra sulle condizioni di lavoro dei colleghi e chiediamo all’azienda di aumentare il numero di personale per KENA e ridurre le pressioni sui lavoratori che già svolgono la propria attività nel BRAND KENA.

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