È di questi giorni la notizia che la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale la
norma, contenuta nella legge Fornero, che rimette al giudice di merito la possibilità
“discrezionale” di reintegrare un Lavoratore sul posto di lavoro nel caso di
licenziamento senza giustificato motivo oggettivo, reintegro che torna quindi ad essere
obbligatorio.
Questa sentenza segue le due precedenti, che riguardavano aspetti fondamentali del Job
Act e che vale la pena di ricordare: nel 2015 la Corte dichiarò incostituzionale il Job Act
laddove prevedeva un meccanismo puramente automatico nella quantificazione della
indennità riconosciuta al lavoratore nel caso di licenziamento senza giusta causa, mentre
nel 2020 lo dichiarava incostituzionale nella parte che riguardava il meccanismo di
rimborso per licenziamenti con vizi di procedura o forma, giudicato troppo rigido.
Tre sentenze che hanno riavvicinato i Lavoratori ai loro diritti e ripristinato le tutele
previste dall’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, pensate proprio per difendere la parte
debole del rapporto di lavoro.
Lo SNATER giudica queste sentenze in una prospettiva più ampia; a nostro parere la Corte
ha voluto indicare, speriamo definitivamente, il giusto rapporto tra politica, impresa e
lavoro, laddove la politica è acriticamente schierata con i desideri dell’impresa a danno
della parte debole, i Lavoratori, e l’impresa individua nei licenziamenti spesso l’unico
modo conosciuto per fare profitto.
Per lo SNATER anche in Italia gli investimenti, la formazione e l’innovazione devono
essere il motore di nuova occupazione, perché solo un mercato del lavoro vivo, fatto di
opportunità, crescita e tutele, può rendere dignità ai Lavoratori ed alle imprese,
riconducendo il licenziamento alla marginalità.

Roma, 27 febbraio 2021

La Segreteria Generale SNATER