da IPSOA.it

Tra gli obiettivi del disegno di legge di Bilancio per il 2024 particolare rilevanza riveste la riduzione del cuneo fiscale. E’, infatti, prevista la proroga, fino al 31 dicembre 2024, dell’applicazione dell’esonero contributivo parziale maggiorato sulla quota dei contributi previdenziali a carico dei lavoratori subordinati. Vengono, inoltre, rese strutturali le disposizioni relative alla detassazione dei beni e servizi concessi ai lavoratori dipendenti con due nuove soglie di esenzione: 1000 euro per la generalità dei lavoratori subordinati e 2.000 euro per i genitori con figli fiscalmente a carico. Inoltre, il decreto attuativo della delega fiscale effettua l’accorpamento delle aliquote IRPEF, in vigore dal 2024, con una riduzione degli scaglioni da quattro a tre. Quali sono gli impatti che le nuove discipline avranno sull’elaborazione delle buste paga già da gennaio 2024?

Il disegno di legge di Bilancio per il 2024, approvato dal Consiglio dei Ministri del 16 ottobre, prevede alcune specifiche misure per la riduzione del cuneo fiscale sui redditi da lavoro subordinato che, nelle intenzioni del Governo, andranno ad aumentare il netto in busta dei lavoratori già da gennaio 2024.

Ciascuna misura è articolata e complessa, soprattutto per quanto riguarda il calcolo della tassazione nel Libro Unico del Lavoro. Vediamo, anche con l’aiuto di alcuni esempi di calcolo, quanto è il reale impatto stimabile prendendo a riferimento un lavoratore con figli a carico e un reddito annuo di 27.500 euro complessivi.

Conferma della riduzione del cuneo fiscale

L’applicazione dell’esonero contributivo parziale maggiorato sulla quota dei contributi previdenziali a carico dei lavoratori subordinati viene prorogato fino al 31 dicembre 2024. La riduzione contributiva da applicare sarà, per tutto il prossimo periodo d’imposta, pari al:

– 7% se la retribuzione annua imponibile riparametrata su base mensile non supera a 1.923 euro;

– 6% se la retribuzione annua imponibile riparametrata su base mensile non supera 2.692 euro.

Sulla base di quanto attualmente previsto, sotto il profilo operativo, è possibile affermare che la valutazione dell’applicabilità dell’esonero dovrà continuare ad essere effettuata su ciascun singolo periodo di paga: sarà dunque possibile anche che si alternino periodi di applicazione con esonero spettante in misura diversa o anche non applicabile, in base al reddito mensile.

N.B. I massimali di riferimento non vanno riproporzionati in caso lavoratori assunti con contratto part time né in presenza di una pluralità di rapporti di lavoro instaurati dal dipendente interessato.

Esempio di calcolo

Retribuzione imponibile previdenziale: 2.100 euro

A) Esonero contributivo: 0

Quota contribuzione a carico del dipendente: 9,19%

Trattenuta contributiva c/dipendente: 193 euro

Imponibile fiscale: 1.907

Ritenute IRPEF e addizionali: 343

Netto in busta: 1.564

B) Esonero contributivo: 6%

Quota contribuzione a carico del dipendente: 3,19%

Trattenuta contributiva c/dipendente: 67 euro

Imponibile fiscale: 2.033

Ritenute IRPEF e addizionali: 400

Netto in busta: 1.633

Risparmio netto: 69 euro mensili

Riduzione IRPEF per redditi medio bassi

La bozza del decreto legislativo, che dà attuazione alla delega fiscale per la riforma della tassazione delle persone fisiche, prevede l’accorpamento delle aliquote IRPEF in vigore: a partire dal 2024 gli scaglioni di reddito da prendere a riferimento per la determinazione dell’imposta lorda saranno i seguenti:

– fino a 28.000 euro: aliquota IRPEF al 23%;

– oltre 28.000 euro e fino a 50.000 euro: aliquota IRPEF al 35%;

– oltre 50.000 euro: aliquota IRPEF al 43%.

E’ fissata a 8.500 euro la no tax area di riferimento per i redditi di lavoro dipendente, con sostanziale equiparazione dunque a quanto gi previsto attualmente per i redditi da pensione.

Nel corso della conferenza stampa, che ha fatto seguito all’approvazione in Consiglio dei Ministri del provvedimento, è stato specificato che non si prevede alcuna modifica alla misura nè alla formula di calcolo delle detrazioni per lavoro dipendente e che questo intervento di taglio all’imposta diretta sulle persone fisiche sarà seguito da ulteriori misure a riduzione dell’imposizione fiscale anche sui redditi più alti.

Esempio di calcolo

Reddito complessivo del lavoratore: 27.500 euro

– IRPEF lorda dovuta con vecchie aliquote: 3.450 + 3.125 = 6.575

– IRPEF lorda dovuta con aliquote 2024: 6.325 euro

Risparmio lordo: 250 euro annui.

Fringe benefit detassati

Sono rese strutturali, già dal 2024, le disposizioni relative alla detassazione dei beni e servizi concessi ai lavoratori dipendenti. In particolare, sono fissate due nuove soglie di esenzione:

– 1000 euro per la generalità dei lavoratori subordinati;

– 2.000 euro per i genitori con figli fiscalmente a carico.

Il tetto di esenzione è da applicarsi in misura intera a ciascun genitore, titolare di reddito di lavoro dipendente e/o assimilato, a patto che, come previsto dal TUIR:

– il figlio sia fiscalmente a carico di entrambi i genitori;

– ci si accordi per attribuire la detrazione per figli a carico per intero al genitore con il reddito più elevato.

Sono considerati a carico i figli con reddito non superiore a 2.840,51 euro (al lordo degli oneri deducibili) o a 4.000 euro fino a 24 anni di età.

Esempio di calcolo

Fringe benefit assegnati al dipendente con figli a carico: 2.000 euro nel 2024 (esclusi da IRPEF e da imposizione contributiva).

Incremento netto in busta annuo: 2.000 euro

Aumento retributivo di 2.000 euro integralmente soggetto a tributi e contributi.

Aliquota IRPEF lorda 23%: 460 euro

Aliquota contributiva 3,19%: 64 euro

Incremento netto in busta annuo: 1.476 euro

Risparmio lordo: 524 euro annui.

Considerazioni conclusive

Come risulta dagli esempi sviluppati nei precedenti paragrafi, le misure in vigore per il 2024 per la riduzione del cuneo fiscale comporteranno un aumento del netto in busta che si attesterà complessivamente ad un importo compreso tra 90 e 130 euro mensili.

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