La Commissione Europea promuove il Piano italiano: “Risposta completa alla situazione economica e sociale che rafforzerà il potenziale di crescita e la creazione di posti di lavoro”. All’innovazione il 25% dei 191 miliardi sul piatto

da corrierecomunicazioni.it

La Ue promuove il Piano nazionale ripresa e resilienza italiano da 191,5 miliardi. La “promozione” assicurerà al nostro Paese l’arrivo di una prima tranche di fondi pari a 25 miliardi entro luglio mentre la restante quota arriverà gradualmente entro il 2026.

Al digitale è dedicato i il 25% del piano – pari a 47,5 miliardi, con misure per la digitalizzazione delle imprese, incentivi fiscali per la transizione 4.0, la banda larga e il sostegno a ricerca e innovazione.

Per la Commissione il Pnrr “rappresenta una risposta bilanciata e completa alla situazione economica e sociale”, e “contribuisce in maniera efficace ad affrontare le sfide identificate dalle raccomandazioni” specifiche della Ue.

Inoltre “rafforza il potenziale di crescita, la creazione di posti di lavoro, e la resilienza economica, sociale ed istituzionale”. Le misure poi “non arrecano danni” agli obiettivi ambientali della Ue, cioè non si contraddicono, e contribuiscono in modo efficace sia alla transizione energetica che a quella digitale. Avranno inoltre un “impatto duraturo” sull’Italia che è anche riuscita ad assicurare un “efficace monitoraggio” dell’attuazione del piano. Anche il meccanismo di controllo anti-frodi è giudicato efficace. Infine, tutte le misure del Pnrr sono “coerenti”.

Per tutti questi aspetti all’Italia viene assegnata una A. L’unica B, in linea con quanto accaduto per gli altri Paesi che hanno già ricevuto ok riguarda i costi. Nessuno degli Stati finora ha rispettato le regole sulla definizione del “Costing” delle misure.