MA NON ERA TUTTO A POSTO?

Apprendiamo dal “ilsole24ore” del 24 ottobre 2018 che cgil, cisl e uil sono “allarmati” per la situazione di telecom italia sul fronte industriale e occupazionale: la novità è che si rischiano oltre 20.000 esuberi. Ma cosa è cambiato, da giugno ad oggi, quando firmarono il salvifico accordo sulla solidarietà?

 

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Sindacati allarmati per la situazione di Telecom Italia sul fronte industriale e occupazionale: la situazione attuale è definita «di stallo», secondo quanto dichiarano a Radiocor, e potrebbe minare il futuro del gruppo di telecomunicazioni. «In un momento simile, con gli attuali valori di Borsa del titolo e l’alto livello di debito, il rischio – afferma Vito Vitale, segretario della Fistel Cisl – è che si opti per lo scorporo della rete e un piano di dismissioni e valorizzazioni che di fatto produrrebbe lo spezzatino di quello che è un vero e proprio campione nazionale». Telecom Italia ne risulterebbe depauperata, rimarrebbe una società solo di servizi di TLC, con la conseguente individuazione di esuberi. In uno scenario simile, rincara Fabrizio Solari, segretario della Slc Cgil, «SI RISCHIA UN PIANO DI BREAK UP, CON CONSEGUENTI OLTRE 20MILA ESUBERI». «In questa fase di stallo - afferma Salvo Ugliarolo, segretario della Uilcom Uil - chiediamo l'intervento delle istituzioni. Chiediamo ancora una volta di aprire un tavolo di confronto con il ministero dello Sviluppo economico e le parti sociali».

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

Nell’articolo citato i segretari di cgilcisluil chiedono quindi di riaprire l’ennesimo tavolo con il Ministero dello Sviluppo economico. In pratica si cerca di buttare un’altra volta le responsabilità dalla parte delle istituzioni per mascherare le proprie. E pensare che quelle stesse persone l’11 giugno, appena quattro mesi fa, si dichiaravano soddisfatti dell’accordo che introduceva un ulteriore anno di solidarietà … e ancora non si parlava di quota 100 e agli anticipi al diritto all’uscita in pensione!

Sintetizzando l’accordo di giugno 2018, con l’ultimo anno di solidarietà disponibile, si sarebbe salvata l’occupazione (sic!). Tutti contenti, allora? … manco per niente: nonostante aver concordato ulteriori sacrifici economici per i lavoratori, dopo poco più di 100 giorni si grida al disastro.

E pensare che all’epoca qualcuno prendeva in giro SNATER che non aveva firmato l’accordo di cgilcisluil che giudicavamo troppo rinunciatario in quanto accollava tutti i sacrifici ai lavoratori senza vere garanzie. Perché questo è il punto: un accordo sindacale serio può anche prevedere sacrifici, MA DEVONO ESSERE MESSE NERO SU BIANCO LE GARANZIE OCCUPAZIONALI PER IL FUTURO. Questa cosa in Telecom non è mai stata fatta e tutti gli accordi firmati – puntualmente a perdere, da vent’anni – sono solo serviti a passare la nottata.

Ora chiediamo: chi aveva ragione a non firmare ed a richiedere una vera trattativa serrata sul futuro dell’azienda? SNATER o CGIL, CISL e UIL?

A qualcuno che nelle assemblee afferma “ma SNATER non firma”, ricordiamo che:

  • non abbiamo firmato la franchigia e i tribunali ci hanno dato ragione
  • non abbiamo firmato la timbratura in postazione ed i tribunali ci hanno dato ragione
  • non abbiamo firmato l’accordo sulla solidarietà dell’11 giugno 2018 ed i fatti, purtroppo, ci stanno dando ragione

SNATER difende i lavoratori. Tocca ai lavoratori scegliere con chi stare . . . ORA